USA: 2008; EX PRESIDENTE DEMOCRATICI MCAULIFFE CON HILLARY

20 SET – L’ex presidente del partito democratico Terry McAuliffe ha annunciato a collaboratori e a sostenitori finanziari della causa democratica che nel 2007 prenderà in mano le redini della campagna presidenziale ancora non dichiarata ufficialmente di Hillary Clinton. Lo scrive il giornale specializzato in politica e Congresso The Hill. Hillary Clinton è candidata al Senato per le elezioni di midterm in novembre ma viene considerata front-runner se dovesse decidere di mettersi in gara per le primarie democratiche del 2008. «Non ha ancora deciso se correre per la presidenza, e non ci penserà fino a dopo le elezioni del 7 novembre, ma spero proprio che lo faccia», ha detto McAuliffe a The Hill confermando che, in quel caso, lui avrà «un grosso ruolo» per procurarle i mezzi sufficienti per vincere. (ANSA)

Lascia un commento

Archiviato sotto Agenzie

ONU: INCONTRO USA-TANZANIA, ‘GAFFÈ SUL KENYA

NAIROBI, 20 SET – L’instabilità politica del Kenya è stato uno dei principali temi di discussione tra il presidente Usa George W. Bush e quello tanzaniano Jakaya Kikwete, avvenuto ai margini dell’Assemblea Generale dell’Onu in corso a New York. Lo ha reso noto un portavoce della Casa Bianca, e la vicenda ha creato una violenta irritazione diplomatica da parte del governo keniano. L’episodio è riferito oggi con grande evidenza sulla prima del quotidiano keniota ‘Nation’, il piùdiffuso del Paese. «Davvero bizzarro che si discuta dei problemi del nostro paese col presidente di una nazione confinante» ha dichiarato un funzionario del ministero degli esteri che non ha voluto essere citato. Ma l’assistente del ministro degli esteri Moses Watang’ula ha definito l’iniziativa «strana» esprimendo l’intenzione di rilasciare una dichiarazione ufficiale dopo aver consultato il ministro degli esteri Raphael Tuju, che guida la delegazione keniana a New York, ed interverrà in plenaria il 27. Wantang’ula ha comunque definito «poco elegante che due presidenti discutano di affari interni keniani in assenza di un rappresentante dello stesso Kenia», e ciò soprattutto se avviene qualche giorno dopo che lo stesso Bush, ricevendo le credenziali del nuovo ambasciatore keniano Rateng Oginga, aveva elogiato la stabilità del Kenya. L’ambasciata Usa a Nairobi, interpellata dal ‘Nation’ non ha ritenuto di commentare l’episodio. (ANSA).

Lascia un commento

Archiviato sotto Agenzie

USA-SIRIA: WASHINGTON MANDA TEAM PER INVESTIGARE

WASHINGTON, 20 SET – Gli Stati Uniti stanno per mandare in Siria un gruppo di diversi agenti federali per investigare sul fallito attacco all’ambasciata Usa a Damasco. Lo rende noto oggi un portavoce del Dipartimento di stato. Quattro siriani hanno cercato di far saltare l’ambasciata il 12 settembre ma il loro piano fallì quando le guardie siriane uccisero tre degli attentatori in un conflitto a fuoco. Anche il quarto uomo morì poi per le ferite riportate. «Il responsabile regionale per la sicurezza all’ambasciata americana di Damasco sta lavorando in stretto contatto con le autorità siriane», ha detto la portavoce Nancy Beck aggiungendo che «un gruppo congiunto dello Fbi e dell’ufficio per la sicurezza diplomatica si recherà sul posto per assistere il procedere delle investigazioni». (ANSA-REUTERS).

Lascia un commento

Archiviato sotto Agenzie

AFGHANISTAN: ELICOTTERI USA SCONFINANO IN SPAZIO AEREO PAKISTAN

Islamabad, 20 set. – (Adnkronos) – Sei elicotteri statunitensi sono entrati oggi nello spazio aereo del Pakistan mentre erano impegnati in un’operazione contro militanti nell’Afghanistan orientale. Lo riporta oggi il quotidiano «Dawn», citando autorità locali e testimoni che affermano di aver visto gli elicotteri da attacco sorvolare l’area di Lawara Mandi, nelle regioni tribali dello Waziristan settentrionale, dopo un’azione nella zona di Pipali, oltre il confine afghano. Secondo il quotidiano non c’è stata nessuna reazione da parte delle forze pakistane che in serata hanno compiuto voli di ricognizione per controllare la situazione. Nelle scorse settimane il governo pakistano ha firmato un accordo di pace e messo fine alle azioni militari contro le tribù pro Talebani dello Waziristan in cambio della promessa della sospensione da parte delle tribù del sostegno ai militanti in Afghanistan. (Ses/Pn/Adnkronos)

Lascia un commento

Archiviato sotto Agenzie

ITALIA-USA: PRODI, RAPPORTO PERFETTO CON AMERICANI

WASHINGTON, 20 set – «Il rapporto con gli americani è un rapporto perfetto»: lo ha detto il presidente del Consiglio italiano Romano Prodi, incontrando la comunità dell’Ulivo di New York al Chelsea Art Museum. Citando l’incontro con il presidente statunitense George W. Bush a San Pietroburgo in luglio, a margine del Vertice del G8, Prodi ha ricordato: «Lo stesso Bush mi ha detto ‘So che sei un uomo coerente e che ritirerai le truppe dall’Iraq. Visto la campagna elettorale che hai fatto, mi sarei stupito del contrariò». Il presidente del Consiglio ha aggiunto: «È chiaro che la divergenza sull’Iraq non implica affatto una divisione perchè i rapporti tra Italia e Stati Uniti sono molto stretti e il Libano lo dimostra». (ANSA).

Lascia un commento

Archiviato sotto Agenzie

NUCLEARE: IRAN; BUSH E CHIRAC SU STESSA LINEA D’ONDA, USA

NEW YORK, 20 SET – I presidenti statunitense George W. Bush e francese Jacques Chirac si sono trovati «sulla stessa lunghezza d’onda», quando, nel loro incontro bilaterale di ieri, hanno parlato del contenzioso sui programmi nucleari iraniani potenzialmente militari. Lo ha detto martedì sera una fonte del Consiglio per la sicurezza nazionale presente al colloquio, che è durato più a lungo del previsto (un’ora e 20 minuti) e che è stato «costruttivo». Oltre che di Iran, Bush e Chirac hanno parlato della crisi in Libano (l’americano ha ringraziato il francese per l’impegno nel rafforzamento della forza dell’Onu) e del Sudan: Chirac ha detto a Bush che farà un tentativo personale di sbloccare il no del regime di Khartoum all’invio di una forza di pace dell’Onu nel Darfur, la provincia occidentale teatro di una drammatica crisi umanitaria. La fonte americana ha dato la sensazione di volere stemperare l’impressione di contrasti tra Usa e Francia creata dalle dichiarazioni successive dei due leader: Bush ha evocato il ricorso alle sanzioni, dicendo che l’Iran dovrà pagare «le conseguenze» del rifiuto di ottemperare all’invito del Consiglio di Sicurezza dell’Onu a sospendere l’arricchimento dell’uranio entro il 31 agosto; e Chirac pensa, invece, come in genere gli europei, che i contatti esplorativi sono ancora in corso e che non è quindi l’ora di pensare alle sanzioni.(ANSA).

Lascia un commento

Archiviato sotto Agenzie

TERRORISMO: INCHIESTA OTTAWA ACCUSA USA E CANADA PER DEPORTAZIONE INGEGNE

Toronto, 19 set. (Adnkronos) – È un duro atto d’accusa contro i servizi di sicurezza canadesi e statunitensi il rapporto conclusivo della commissione d’inchiesta guidata da un giudice canadese con cui si scagiona da ogni accusa di terrorismo Maher Arar, ingegnere informatico canadese arrestato nel 2002 a New York e deportato con uno dei voli segreti Cia a Damasco. «Posso affermare categoricamente che Arar non ha commesso alcun crimine» ha scritto il giudice Dennis ÒConnor nel rapporto che accusa la Royal Canadian Mounted Police di aver, nei mesi di frenetica caccia agli estremisti successivi all’11 settembre, erroneamente inserito Arar nella lista dei sospetti e di aver chiesto agli americani di inserirlo nella «watch list» di al Qaeda come «un estremista islamico» che si trovava nell’area di Washington l’11 settembre. (segue) (Ses/Pe/Adnkronos)

Lascia un commento

Archiviato sotto Agenzie

CASA BIANCA FA MARCIA INDIETRO SU NUOVE REGOLE INTERROGATORI

Washington, 19 set. (Adnkronos) – Di fronte all’alzata di scudi di un crescente gruppo di senatori repubblicani, George Bush è stato costretto a fare marcia indietro sulla proposta di nuove regole per gli interrogatori dei detenuti accusati di terrorismo. La Casa Bianca ha infatti inviato al Congresso una nuova proposta di legge che dovrebbe far sbloccare lo stallo e l’accesa disputa che si era innescata nei giorni scorsi, dopo che esponenti di punta del Grand Old Party, guidati dal presidente della Commissione Forze Armate John Warner, si erano opposti a una norma che autorizzava il ricorso ai metodi duri durante gli interrogatori in violazione alla Convenzione di Ginevra, in particolare dell’articolo 3 che vieta trattamenti umilianti e offensivi della dignità umana. Il provvedimento, sostengono i repubblicani dissidenti, equivarrebbe a una abrogazione della Convenzione e aprirebbe le porte a comportamenti analoghi nei confronti degli americani in altri Paesi.

Pur non fornendo dettagli specifici sui cambiamenti apportati alla bozza di legge, il portavoce di Warner ha parlato di una “nuova stesura” e il senatore Lindsey Graham, un altro dei leader della fronda repubblicana insieme al senatore John McCain, ha detto che ora ci sono il 50% di possibilità che si possa raggiungere un accordo entro il fine settimana. “Sembra che ci muoviamo verso una possibile soluzione” ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca. Una risposta dei dissidenti potrebbe arrivare già oggi – ha spiegato ancora alla Cnn il portavoce di Warner – durante un incontro di routine tra il vice presidente Dick Cheney e i senatori repubblicani.

La marcia indietro della Casa Bianca si è resa necessaria quando è apparso chiaro che la fronda non poteva altro che allargarsi: altri cinque senatori del Gop nei giorni scorsi hanno dichiarato di essere pronti a unirsi ai dissidenti nello sbarrare la strada alla legge per l’autorizzazione dei tribunali militari che dovrebbero processare i detenuti per terrorismo, proposta che contiene le nuove regole per gli interrogatori. Senza contare il peso dell’appoggio dato ai dissidenti dall’ex segretario di Stato ed ex capo degli Stati Maggiori Riuniti Colin Powell.

Lascia un commento

Archiviato sotto Agenzie

USA: MIDTER; BUSH IN RIPRESA, SONDAGGIO CONFERMA

WASHINGTON, 19 SET – Un sondaggio della Gallup per conto di USAToday conferma che il tasso d’approvazione del presidente statunitense George W. Bush è in ripresa, a sette settimane dalle elezioni politiche di midterm del 7 novembre. La popolarità del presidente è salita dal 39% dell’ultimo rilevamento analogo, al 44%: il dato è concorde con quelli di tutti gli altri sondaggi più recenti. A portare su il tasso d’approvazione di Bush, che era sceso in primavera ai minimi storici della sua presidenza, il calo dei prezzi della benzina e l’ offensiva mediatica condotta dalla Casa Bianca e da tutta l’Amministrazione sul persistere della minaccia terroristica, in occasione del V anniversario degli attacchi kamikaze dell’11 Settembre 2001. Per la prima volta dal dicembre 2005, la guerra in Iraq non è giudicata un errore dalla maggioranza degli americani (49%) anche se il conflitto continua a costituire un problema per Bush che sta, però, riconquistando, in proiezione elettorale, la sua base repubblicana.(ANSA).

Lascia un commento

Archiviato sotto Agenzie